Come richiedere il rimborso dell'addizionale provinciale pagata nel biennio 2010-2011

Come richiedere il rimborso dell'addizionale provinciale pagata nel biennio 2010-2011

Come richiedere il rimborso dell'addizionale provinciale pagata nel biennio 2010-2011

29 aprile 2020

Fino al 31/12/2011 (Marzo 2012 per il Friuli Venezia Giulia) le aziende hanno pagato, direttamente in fattura o all’agenzia delle dogane, l’addizionale provinciale sulle accise Energia Elettrica. Dopo questa data sono state abolite perché considerate incompatibili con la normativa comunitaria.

Due sentenze ravvicinate di Ottobre 2019 della Corte di Cassazione (n. 27900/2019 e n.27101/2019) hanno fornito un supporto normativo alle aziende che vogliono tentare di richiedere il rimborso di quanto indebitamente versato.

Importante precisare che l’addizionale provinciale poteva essere pagata direttamente in fattura al Fornitore di Energia Elettrica oppure all’Agenzia delle Dogane. A seconda della modalità di pagamento dell’addizionale le procedure da seguire con l’obiettivo di ottenere il rimborso sono differenti.

Come devono procedere le Aziende che hanno pagato l’addizionale provinciale direttamente al fornitore di Energia Elettrica?

1. Presentare Istanza di Rimborso al fornitore con l’obiettivo di bloccare la prescrizione. Il termine di prescrizione per la richiesta è 10 anni dalla data di pagamento della fattura. Per questa ragione, presentando in questi giorni l’istanza, si bloccherà la prescrizione e si potrà richiedere il rimborso da Aprile 2010 a Dicembre 2011.

2. La maggior parte dei fornitori sta rispondendo alle Istanze di Rimborso negando tale possibilità in quanto il fornitore stesso non ha direttamente incassato quel valore ma ha pagato l’importo a sua volta all’Amministrazione Finanziaria.  
Per questa ragione il Consumatore decide se continuare (anche in funzione del rapporto costi/benefici) radicando la causa civile, con possibilità di dover procedere nei tre gradi di giudizio (Tribunale di 1° grado, Appello, Cassazione).

3) A questo punto i fornitori eventualmente soccombenti rivolgeranno richiesta di rimborso all'Amministrazione entro 90 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza. 

Un caso particolare è rappresentato dal fornitore fallito, nei confronti del quale il Consumatore potrebbe depositare istanza di ammissione al passivo del fallimento (laddove ancora possibile) e in caso di esito negativo potrebbe inviare istanza di rimborso all’Agenzia Dogane, come si evince dalle sentenze della Corte di Cassazione summenzionate. Al momento non è certo l’orientamento del suddetto Ente in merito a tali istanze.

Come posso procedere le Aziende che hanno pagato l’addizionale provinciale all’Agenzia delle Dogane?

In questi casi si parla di rapporto di natura tributaria, nel quale ai sensi del comma 2 art. 14 del TUA, la scadenza della prescrizione è 2 anni, non 10 (come nei casi indicati sopra).  L’unica possibilità per questi soggetti, emersa da incontri tra i diversi enti coinvolti, sembra essere il sollevamento della questione di equità di trattamento fino al giudizio in cassazione e in fase ulteriore alla Corte Costituzionale.